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  • Arik Bendaud

Shabbat Vaera


  • Accensione Candele, Minha/Kabalat Shabat 16.24

  • Shachrit ore 8.45

  • Minha Shabat ore 16.15

  • Moze Shabat 17.27

Seudat Shlishit con commenti su Parashat Hashavua alle ore 16.30 circa.


Si consiglia lettura Shemà prima di Shahrit - "Zman Kriat Shema" entro 9.12.


IMPORTANTE - In base alle indicazioni di Misrad Habriut il nostro tempio e' aperto secondo le regole del Tav Yarok solamente qualora il numero dei presenti sara' superiore alle 100 persone.


Le attivita' per i bambini sono riprese con la Madriha Micol.


KOLLEL: Il Kolel e' aperto nei giorni Domenica, Martedi e Mercoledi dalle ore 20. Interessati ad avere ad avere un Avrech solo per voi? Contattate Edoardo 053-2240965. Il ristorante Pankina offre la pasta a chi viene a studiare.


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Shabbat Shalom

Divrei Torah Parashat Vaera a cura di David Bedussa e Mushki Piha.



Mushki Piha:

Immaginatevi qualcuno aprire un lavandino per farsi la doccia, e un caldo liquido rosso uscirne. Sangue. O infornare la pizza, per trovare una rana morta nel forno.

Scusate, non è piacevole, ma queste erano le prime due piaghe in Egitto.

Cosa ci raccontano queste piaghe, a noi?


Il sangue non rappresenta soltanto la passione che forse è temporanea, ma rappresenta anche la vitalità. L'entusiasmo. La dose di vita che mettiamo in ciò che facciamo.


La rana rappresenta il freddo, perché abita negli stagni, umidi, bagnati, freddi. Sono un po' viscide, e hanno come uno sguardo fisso, un po' perso. Apatico.


Il freddo ha un effetto contrario rispetto al sangue. "Mi si è gelato il cuore" diciamo a volte quando sentiamo qualcosa che non ci piace. Il freddo paralizza. Spegne le emozioni, È simbolo di razionalità, distacco, apatia o mancanza di vitalità.


C'è scritto che in ogni generazione, ogni ebreo è obbligato a vivere come se fosse uscito dall' Egitto lui stesso (Shemot, 13:8). Ma come dovremmo leggere noi questo verso, quando siamo lontani anni luce dalle piaghe dell'Egitto? La Chassidut spiega che "uscire dall'Egitto", vuol dire uscire dalla propria schiavitù. Cioè? Una volta ho sentito qualcuno dire:"Noi, o serviamo Hashem o serviamo il Faraone". Dove scegliamo di investire la nostra risorsa più preziosa? La nostra vitalità. E le nostre difese? La nostra razionalità, dove la piazziamo? Su quale fronte?


Le prime due piaghe mandate in Egitto sono un piccolo indizio su come usare le nostre migliori risorse, per servire Hashem, e non il Faraone, ciò che gli è contro. Il sangue e le rane.

Il sangue colpì le acque - trasformando il freddo in caldo. Allude al riscaldare il nostro animo a volte freddo al servizio di Hashem.

Le rane entrarono nei forni - portando il freddo nell'habitat del calore. Questo è per insegnarci a portare le difese, la nostra logica fredda, nel calore di un qualcosa che non fa bene alla nostra anima, in quanto ebreo. Qualcosa che non ci fa crescere spiritualmente.


Mi sembra la pillola per la tiroide, regoliamo le temperature 😆.


Step 1, richiede un conscio sforzo per riconoscere dove stiamo investendo le nostre energie. Con un dato pensiero, linguaggio o azione, stiamo servendo il Faraone o stiamo servendo D-o? Ci sta portando verso l'alto o verso il basso? Sii onesto, questo passo è cruciale.


Step 2, è qua che possiamo cercare di modificare le dinamiche. Se la nostra anima sente apatia, tristezza, distacco, facciamo di tutto per portare gioia, vitalità. Cerchiamo di investire tutta la nostra volontà in tale scopo. È la che otterremo i risultati migliori. E ciò richiede un enorme sforzo a volte.


Mentre quando ci rendiamo conto che abbiamo messo forse un po' troppo entusiasmo in un pensiero o un'atto non buono, cerchiamo di aggiustare. Usiamo la nostra splendida mente, per raffreddare il fuoco, per trovare nuove prospettive. Per spegnere quegli istinti pieni di passione, ma vuoti di significato.


Questo balletto qua, lo facciano ogni giorno. A volte automaticamente, altre volte con grandi sforzi. Questo balletto qua ci rende unici, speciali, meritevoli.


E speriamo che presto possiamo meritare l'arrivo di Moshiach. Grazie a questo balletto qua...


Shabbat Shalom,


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